Aggiornamento al 23/11/2017

Articolo 1 – Definizioni

  1. Consiglio: il consiglio direttivo del club.
  2. Consigliere: un membro del consiglio direttivo del club.
  3. Socio: un socio attivo del club
  4. RI: il Rotary International.
  5. Numero legale – il numero minimo di partecipanti, che devono essere presenti per le votazioni: un terzo dei soci del club per decisioni relative al club e la maggioranza del consiglio direttivo del club per le decisioni relative al consiglio direttivo del club.
  6. Anno: l’anno rotariano che inizia il 1º luglio.

Articolo 2 – Consiglio direttivo

L’organo amministrativo di questo club è il consiglio direttivo, costituito da soci del club, e cioè consiglieri eletti ai sensi dell’articolo 3, primo paragrafo del presente regolamento, e dal presidente, dal vicepresidente, dal presidente entrante (o dal presidente designato se non è stato eletto il successore), dal segretario, dal tesoriere, dal prefetto e dall’ultimo past presidente. Sono invitati a partecipare alle riunioni del consiglio, senza diritto di voto, i presidenti di commissione.

Articolo 3 – Elezione dei consiglieri e dei dirigenti

  1. In occasione di una apposita assemblea da effettuarsi entro il 31 dicembre di ogni anno vengono eletti i consiglieri ed i dirigenti del Club per l’anno successivo ed il presidente incomin Questa assemblea deve essere annunciata dal presidente in carica ad una riunione normale e con pubblicazione sul bollettino del Club con almeno un mese di anticipo. Le nomine a presidente sono proposte da un’apposita commissione. Questa commissione è composta dal presidente in carica, dal presidente eletto e dal presidente della commissione effettivo. I nomi dei candidati presidente sono scritti su una scheda in ordine alfabetico e sottoposti al voto dell’assemblea annuale. Il candidato a presidente che abbia raccolto la maggioranza dei voti è dichiarato incoming. Il presidente così eletto entra a far parte del consiglio direttivo in qualità di presidente eletto per l’anno che inizia il 1° luglio immediatamente successivo alla sua elezione, e assume l’ufficio di presidente il 1° luglio immediatamente successivo all’anno in cui è stato membro del consiglio direttivo. La votazione è valida se il numero di preferenze espresse è pari ad almeno il 50% più uno dei votanti. Se questo non avviene deve essere indetta una nuova assemblea, dopo ulteriore lavoro della commissione, nella quale viene eletto il candidato che ha raccolto la maggioranza dei voti indipendentemente dal numero totale di preferenze espresse.
  2. È facoltà del presidente eletto nell’assemblea dell’anno precedente nominare vicepresidente, segretario, tesoriere e prefetto (dirigenti del club) tra i soci in regola con quanto previsto dal regolamento e dallo statuto del Club.
  3. I consiglieri sono eletti tramite una seconda scheda sulla quale sono riportati in ordine alfabetico i nomi di tutti i soci in regola con gli adempimenti previsti dal regolamento e dallo statuto. La votazione ha luogo immediatamente dopo l’elezione del presidente. Il numero di preferenze esprimibili è pari al numero dei consiglieri da elegge I soci che abbiano raccolto la maggioranza dei voti sono dichiarati eletti consiglieri. Il numero totale di consiglieri da eleggere è di uno (1) ogni sei (6) soci arrotondato all’intero superiore più eventuali cariche di dirigente che risultassero vacanti per non espressione di preferenza di cui al paragrafo 2 del presente articolo.
  4. Non è ammesso il voto per delega.
  5. I dirigenti e i consiglieri così eletti formano, insieme al presidente uscente, il consiglio direttivo. Entro due settimane dalla sua elezione, il consiglio direttivo si riunisce e provvede a distribuire le eventuali cariche di dirigente ancora vacanti tra i consiglieri eletti.
  6. Se vengono a mancare membri nel consiglio direttivo o in qualsiasi altro ufficio, i consiglieri residui provvedono alla loro sostituzione cooptando il primo dei non eletti nelle elezioni del consiglio, oppure, in assenza di graduatoria, indicendo nuove elezioni entro 60 Eventuali cariche vacanti possono essere ricoperte dal presidente fino a identificazione di un nuovo responsabile per un massimo di 60 gg.
  7. Se vengono a mancare membri nel consiglio direttivo entrante o in qualsiasi altro ufficio designato, il consiglio entrante provvede alla sostituzione cooptando il primo dei non eletti nelle elezioni del consiglio, oppure, in assenza di graduatoria, indicendo nuove elezioni entro 60 gg.
  8. La durata del mandato delle varie cariche, eventualmente rinnovabili, è la seguente:
    Presidente — un anno
    Vice Presidente — un anno
    Tesoriere — un anno
    Segretario — uno anno
    Prefetto — fino a revoca
    Consigliere — un anno

Articolo 4 – Compiti dei dirigenti

  1. Presidente. Rappresenta il Club in ogni sede, ha il compito di presiedere le riunioni del club e del consiglio direttivo e di svolgere le altre mansioni normalmente connesse al suo incarico.
  2. Presidente entrante. Partecipa al consiglio direttivo del club e svolge le altre mansioni affidategli dal presidente del club o dal consiglio stesso.
  3. Presidente uscente. Ricopre l’incarico di consigliere.
  4. Vicepresidente. Ha il compito di presiedere le riunioni del club e del consiglio direttivo in assenza del presidente, e di svolgere le altre mansioni normalmente connesse al suo incarico.
  5. Segretario. Ha il compito di: tenere aggiornato l’albo dei soci; registrare le presenze alle riunioni; diramare le convocazioni alle riunioni del club, del consiglio direttivo e delle commissioni; redigere e conservare i verbali di tali riunioni; compilare i rapporti richiesti dal RI, inclusi i rapporti semestrali al 1º luglio e al 1º gennaio di ogni anno, come pure i rapporti parziali al 1º ottobre e al 1º aprile per ogni socio attivo ammesso dopo l’inizio del semestre luglio- dicembre o gennaio-giugno; compilare i rapporti sui mutamenti della compagine dei soci; fornire il rapporto mensile di assiduità, da trasmettere al governatore distrettuale entro i 15 giorni successivi all’ultima riunione del mese; riscuotere e trasmettere al RI l’importo relativo agli abbonamenti alla rivista ufficiale; svolgere le altre mansioni normalmente connesse al suo incarico.
  6. Ha il compito di custodire i fondi, dando rendiconto al club ogni anno e in qualsiasi altro momento gli venga richiesto dal consiglio e di svolgere le altre mansioni connesse al suo incarico. Al termine dell’incarico, il tesoriere deve consegnare al tesoriere entrante o al presidente tutti i fondi, i libri contabili o qualsiasi altro bene del club.
  7. Prefetto. Svolge le mansioni normalmente connesse con questo incarico e altre eventualmente decise dal presidente o dal consiglio direttivo. In particolare ha il compito di coadiuvare il Presidente nel condurre riunioni settimanali efficaci, assicurarsi che il meeting proceda ordinatamente, con poche interruzioni, fare in modo che le riunioni del club si svolgano ordinatamente e che siano utili, cercare di prevenire ogni episodio che possa danneggiare la reputazione o il prestigio del club.
  8. Partecipa alle riunioni del consiglio direttivo e può svolgere altre mansioni compatibili con l’incarico.

Articolo 5 – Riunioni

  1. Riunione annuale. La riunione annuale del club si tiene tra il 1 ottobre ed il 31 dicembre di ogni anno. In tale occasione sono eletti i dirigenti e i consiglieri per l’anno successivo.
  2. La riunione settimanale del club si tiene il giorno Giovedì alle ore 20.00. In caso di cambiamenti o di cancellazione, i soci vanno informati in anticipo. Alla riunione ogni socio in regola, tranne quelli onorari (o dispensati dal consiglio direttivo del club, in conformità con quanto stabilito all’articolo 8, par. 3 e 4 dello statuto tipo), viene considerato presente o assente nella misura in cui la sua presenza si estenda o no ad almeno il sessanta percento (60%) della durata della riunione, presso questo o qualsiasi altro club, o nella misura eventualmente stabilita da un altro criterio indicato all’articolo 8, par. 1 e 2 dello statuto tipo del club.
  3. Sia per la riunione annuale che per le riunioni ordinarie settimanali, il numero legale è rappresentato da un terzo dei soci.
  4. Le riunioni ordinarie del consiglio direttivo si svolgono di norma una volta al mese. Riunioni straordinarie sono convocate con congruo preavviso dal presidente ogni qualvolta lo ritenga necessario ovvero su richiesta di un quarto dei consiglieri.
  5. Perché le riunioni del consiglio direttivo siano valide deve essere presente la maggioranza dei consiglieri.

Articolo 6 – Quote sociali

  1. Ogni socio del club, per potersi considerare tale, deve versare la quota di ammissione annualmente stabilita dal consiglio.
  2. La quota sociale annua stabilita dal consiglio va pagata in due rate semestrali il 1° luglio e il 1° gennaio. Le quote semestrali sono interamente dovute e non sono, neppure parzialmente, rimborsabili anche in caso di dimissioni di un socio durante il semestre. Una parte di tale quota va in favore dell’abbonamento annuale alla rivista ufficiale del RI, dei contributi al Distretto ed al Rotary International, delle conviviali e dei services.

Articolo 7 – Sistema di votazione

Ciò che riguarda il club va discusso a voce, ad eccezione dell’elezione dei dirigenti e dei consiglieri, che deve avvenire mediante scrutinio segreto. Il consiglio può determinare che una specifica decisione sia presa a scrutinio segreto e non con voto palese, particolare quando la decisione riguarda persone come, ad esempio ma non esclusivamente, per l’ammissione di nuovi soci e per la sfiducia.

Articolo 8 – Cinque vie d’azione

Le cinque vie d’azione (azione interna, di pubblico interesse, professionale, internazionale e nuove generazioni) costituiscono il fondamento teorico e pratico della vita del club.

Articolo 9 – Commissioni

Le commissioni, composte da un minimo di tre soci, si occupano di portare a termine gli obiettivi annuali e a lungo termine del club, in base alle cinque vie d’azione del Rotary. Il presidente entrante, il presidente e l’ultimo past presidente del club devono collaborare per assicurarne la continuità amministrativa; per questo stesso motivo, ogniqualvolta possibile i componenti di una commissione devono rimanere in carica per tre anni. Il Presidente entrante nomina i presidenti delle commissioni. Questi ultimi provvederanno poi alla nomina dei membri della commissione stessa che possono essere scelti tra tutti i soci, fatta eccezione per la commissione delle ammissioni che sarà formata come disposto dall’art.13,comma 2, provvedendo altresì a coprire eventuali posti vacanti. Il Presidente entrante deve riunirsi con le commissioni all’inizio del suo mandato per pianificare insieme le attività del club. Le commissioni ordinarie sono le seguenti:

Effettivo
Incaricata di preparare e mettere in atto un piano omnicomprensivo per l’ammissione al club e la conservazione dell’effettivo.

Relazioni pubbliche del club
Incaricata di mantenere i contatti con l’esterno e di promuovere i progetti e le attività del club.

Amministrazione del club
Svolge attività collegate con il funzionamento del club.

Progetti
Si occupa della preparazione e messa in opera di progetti educativi, umanitari e di formazione a livello locale e internazionale.

Fondazione Rotary
Sviluppa un piano d’azione a sostegno della Fondazione Rotary, sia dal punto di vista finanziario che con la partecipazione attiva dei soci ai programmi umanitari.

Nuove Generazioni
Si occupa dello sviluppo di progetti a favore di giovani, dell’assistenza e del rapporto con il Rotaract, nel promuovere l’iscrizione al Club dei soggetti compresi tra i 30 e 40 anni.

Il club può istituire anche altre commissioni ritenute necessarie.

  • Il presidente è membro di diritto di tutte le commissioni e come tale, gode di tutti i diritti derivanti da tale partecipazione.
  • Ogni commissione svolge le mansioni previste dal regolamento e quelle supplementari eventualmente assegnatele dal presidente o dal consiglio direttivo. A meno che non siano investite di particolari poteri dal consiglio, le commissioni non possono prendere iniziative prima di aver presentato in merito una relazione al consiglio e di averne ricevuta l’approvazione.
  • Il presidente della commissione (preferibilmente un socio che abbia maturato esperienza come membro della commissione) è responsabile del regolare andamento e delle attività della commissione, deve controllarne e coordinarne i lavori e deve comunicare al consiglio le attività svolte.

(N.B. Le commissioni sopra indicate sono in armonia con il piano direttivo distrettuale e di club. I Rotary club hanno comunque la facoltà di creare le commissioni necessarie a facilitare le attività di volontariato e socializzazione; un elenco esemplificativo si trova nel Manuale delle commissioni di club.)

Articolo 10 – Compiti delle commissioni

I compiti delle commissioni sono determinati e modificati dal presidente in carica in base ai documenti rilevanti del RI. La commissione programmi deve fare in modo che i progetti per l’anno sociale si svolgano nella sfera dell’azione professionale, dell’azione d’interesse pubblico e dell’azione internazionale.

Ciascuna commissione deve avere un mandato specifico, obiettivi chiaramente delineati e un piano d’azione che deve essere stabilito all’inizio dell’anno. Deve essere compito principale del presidente entrante proporre raccomandazioni per quanto riguarda le commissioni, il loro mandato e gli obiettivi del club nonché i progetti da sottoporre al consiglio prima dell’inizio dell’anno, come sopra indicato.

Articolo 11 – Dispense

I soci che presentino al Consiglio una domanda scritta, motivata da ragioni valide e sufficienti, possono ottenere un permesso che li dispensi dall’obbligo di partecipare alle riunioni del club per un determinato periodo di tempo (da un minimo di un mese ad un massimo di sei mesi che possono essere rinnovati una seconda volta dal Consiglio per comprovati motivi). Le richieste inferiori a tre mesi possono essere concesse dal Presidente che ne informa successivamente il consiglio. Se la richiesta di dispensa è pari o superiore ai tre mesi si perdono eventuali cariche od incarichi in seno al Club od alle sue commissioni. Durante il periodo di dispensa inoltre si perde il diritto di voto alle assemblee del club e non si viene considerati per il computo del numero legale.

(N.B. Tale permesso evita al socio di perdere la propria appartenenza al club, ma non consente di compensare le riunioni mancate dallo stesso. Il socio dispensato, che non partecipi alla riunione settimanale di un altro club, risulta assente, a meno che la sua assenza, autorizzata in base al disposto dell’articolo 9, par. 3 o 4 dello statuto tipo, non possa essere considerata ai fini del computo delle presenze alle riunioni del club.)

Articolo 12 – Finanze

  1. Prima dell’inizio di ogni anno finanziario, il consiglio prepara un preventivo delle entrate e delle uscite per l’anno in questione. Questo preventivo rappresenta il limite massimo di spesa per le rispettive voci, salvo diversa decisione del consiglio. Il preventivo deve essere diviso in due parti: una riguardante l’amministrazione del club, e una riguardante i progetti di volontariato. Al termine di ogni anno finanziario verrà presentato un rendiconto economico-finanziario da sottoporre all’approvazione dell’assemblea dei soci.
  2. Il tesoriere deve depositare tutti i fondi del club in una banca designata dal consiglio.
  3. Tutte le fatture devono essere pagate dal tesoriere o da altri dirigenti autorizzati solo dietro approvazione di presidente o segretario. Il presidente ed il tesoriere dispongono della firma sul conto corrente del Club in forma disgiunta.
  4. Una volta l’anno, tutte le operazioni finanziarie del club devono essere sottoposte a un’accurata revisione contabile condotta da una persona qualificata.
  5. I dirigenti che siano incaricati o controllino i fondi del club devono prestare cauzione, qualora lo richieda il consiglio; le spese relative all’operazione sono a carico del club.
  6. L’anno finanziario del club comincia il 1º luglio e termina il 30 giugno, e per la riscossione delle quote sociali viene diviso in due (2) semestri che vanno rispettivamente dal 1º luglio al 31 dicembre e dal 1º gennaio al 30 giugno. Il pagamento delle quote pro-capite e degli abbonamenti alla rivista ufficiale vanno effettuati entro il 1º luglio e il 1º gennaio di ogni anno, in base al numero dei soci del club alle date sopra indicate.

Articolo 13 – Procedure di ammissione al club

  1. Il nome di un potenziale socio, proposto da un socio attivo del club, va comunicato per iscritto al segretario, che la trasmette al presidente della commissione per le ammissioni e ne informa il Presidente del club. Un ex socio, o un socio proveniente da un altro club può essere proposto come socio attivo dal club di proveniente. La proposta deve essere trattata con la massima riservatezza, eccetto quanto disposto in questa procedura.
  2. La commissione per l’ammissione è composta dal presidente della Commissione per l’effettivo, che assume le funzioni di Presidente, e da cinque soci, di cui almeno tre pastpresident, nominati dal presidente della Commissione per l’effettivo. Essa esamina preventivamente la proposta ed esprime il proprio parere al consiglio entro 30 giorni assicurandosi che la proposta soddisfi tutti i requisiti stabiliti dallo statuto del club in materia di classifiche e ammissione. E’ da considerare merito preferenziale l’essere già membri di altro Rotary club ed essere da questo presentato.In caso di parere negativo l’iter termina in Commissione ed il Presidente della stessa informa verbalmente, il Presidente del Club, il Segretario ed il socio presentatore del risultato; sia il Presidente della Commissione che i componenti della Commissione stessa sono tenuti a non rivelare le motivazioni dell’eventuale parere negativo. In caso di parere positivo, il presidente della commissione, informa verbalmente il Presidente ed il Segretario che sottopongono la proposta al consiglio.
  3. Il consiglio approva o respinge la proposta entro 60 giorni dalla sua presentazione, informando il proponente della decisione tramite il segretario del club.
  4. Se la decisione del consiglio è favorevole ne vengono informati tutti i soci, se entro sette (7) giorni dalla comunicazione il consiglio non riceve per iscritto obiezioni motivate dai soci attivi del club, il candidato viene ammesso al club dietro il pagamento della quota d’ammissione prevista dal regolamento (a meno che non sia proposto come socio onorario). Qualora fossero presentate obiezioni, il consiglio deve esprimersi al riguardo alla riunione successiv Se la candidatura fosse approvata nonostante le obiezioni, il candidato viene ammesso al club dietro il pagamento della quota d’ammissione (a meno che non sia proposto come socio onorario). La candidatura si ritiene approvata nonostante le obiezioni quando risultino contrari alla ammissione non più di un membro del Consiglio Direttivo. Se la candidatura non viene approvata il segretario informa il socio presentatore del risultato, i membri del consiglio direttivo sono tenuti a non rivelare le motivazioni del parere negativo.
  5. Al nuovo socio vengono comunicati gli obiettivi del Rotary, come anche i privilegi e le responsabilità derivanti dall’ammissione, dopodiché viene invitato a firmare il modulo di iscrizione e a fornire i propri dati e la categoria proposta perché siano comunicati al Club.
  6. Dopo l’ammissione, il presidente del club provvede alla presentazione del nuovo socio al resto del club, e alla consegna della tessera e del materiale informativo sul Rotary. Il presidente o il segretario deve comunicare le coordinate del nuovo socio al RI; il presidente, inoltre, deve affiancare al nuovo arrivato un socio che lo aiuti a integrarsi nel club, e deve coinvolgerlo nelle attività e nei progetti del club.
  7. Il club può ammettere, secondo quanto stabilito dallo statuto del Rotary Club, membri onorari che siano stati presentati dal Consiglio.

Articolo 14 – Sfiducia

Qualora un terzo dei Soci, non si senta più rappresentato o comunque non riponga più la stima e la fiducia in un Socio eletto a una delle cariche più avanti indicate, può promuovere la sfiducia al Presidente in carica, al Presidente incoming, al Presidente Eletto, ai Consiglieri Eletti, invitando il Presidente a convocare l’Assemblea dei Soci entro 15 gg, che, resa valida con la presenza della maggioranza dei Soci del Club (escludendo dal calcolo eventuali Soci dispensati dall’obbligo di partecipare alle riunioni del Club in base all’art. 11 del Regolamento), pone in votazione segreta la mozione di sfiducia, la quale viene eventualmente accolta con voto della maggioranza dei Soci presenti e che rappresentino almeno un terzo dei Soci del Club. In caso di sfiducia, il Presidente (o il Socio Eletto) sfiduciato decade immediatamente dall’incarico; la decisione è inappellabile. Spetterà al Presidente in carica (se non sfiduciato) o al Past President promuovere le iniziative di rito per la sostituzione indicendo, se necessario, nuove elezioni.

Articolo 15 – Risoluzioni

I soci del club non possono prendere in considerazione nessuna risoluzione o mozione vincolante che non sia stata prima approvata dal consiglio. Tali risoluzioni o mozioni, se presentate ad una riunione del club, sono deferite al consiglio senza discussione.

Articolo 16 – Ordine del giorno delle riunioni

Apertura.
Presentazione degli ospiti.
Comunicazioni, avvisi e informazioni rotariane.
Eventuali relazioni delle commissioni. Eventuali argomenti non esauriti. Nuovi argomenti.
Relazione o presentazione in programma.
Chiusura.

Articolo 17 – Divieto di distribuzione

Vige il divieto di distribuire anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.

Articolo 18 – Obbligo di destinazione

È obbligatorio devolvere il patrimonio dell’ente, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altra associazione con finalità analoghe o ai fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge

Articolo 19 – Emendamenti

Questo regolamento può essere emendato nel corso di una qualsiasi riunione ordinaria alla quale sia presente il numero legale, con voto dei due terzi dei soci presenti, purché ogni socio abbia ricevuto comunicazione dell’emendamento proposto almeno dieci (10) giorni prima della riunione. Il regolamento non può essere modificato da emendamenti o aggiunte che siano in conflitto con lo statuto tipo del club e con lo statuto e il regolamento del RI.