Durante la serata del 21/02 il Presidente Sandro Vazzoler ha illustrato il programma dei prossimi mesi, ricchissimo di eventi ed attività da svolgere. Sono stati poi introdotti profondi argomenti di formazione rotariana, curati dal Socio Giancarlo Maccarini.

 

Dopo aver spiegato la funzione della Commissione Effettivo, i metodi di reclutamento dei nuovi soci ed aver su questo punto animato un costruttivo dibattito, il relatore, con l’ausilio di una presentazione a cura di Matteo Faroldi – formatore del gruppo Piacentino, (di cui si riportano letteralmente molti passi) ha ricordato come a Chicago, nell’autunno del 1900 Paul P. Harris cenando con l’avvocato Bob Frank decise di visitare vari negozi della zona nord della città, rimanendo colpito dal tono amichevole con cui Frank riusciva a conversare con molti dei negozianti.

Prima del suo arrivo a Chicago nel 1896, Harris non aveva mai sperimentato prima questo tipo di affiatamento tra colleghi dello stesso campo professionale. Si chiese se fosse possibile fare leva su questo tipo di affiatamento che gli ricordava quello della città di Wallingford, nel Vermont, dove era cresciuto. Alla fine Harris convinse altri uomini d’affari del posto ad incontrarsi e discutere la formazione di un club di professionisti della comunità con il fine di socializzare. Questa sua visione creò le basi per il Rotary di oggi.

Nel corso dei primi cinque anni, esistevano club sparsi in tutto il territorio statunitense, dall’est all”ovest, da New York a San Francisco. Nell’Agosto 1910, si tenne il primo congresso a Chicago dei 16 club: nacque l’Associazione nazionale dei Rotary Club.
Nel 1912, il nome venne cambiato con Associazione internazionale dei Rotary Club per rispecchiare l’aggiunta di club dall’estero.
A luglio 1925 il Rotary International (nome dal 1922) contava oltre 2.000 club con più di 108.000 soci in sei continenti.
La reputazione del Rotary fu presto tale da attrarre tra le sue fila Presidenti, Primi Ministri e una serie di luminari.
Con la crescita del numero di soci, si è provveduto a convogliare risorse e talenti a beneficio della propria comunità. La dedizione dell’organizzazione a questo ideale è racchiusa nei motti:

 

SERVICE ABOVE SELF

Servire al di sopra di ogni interesse personale

HE PROFITS MOST WHO SERVES THE BEST

Chi più si rende utile

 

La parola italiana “servizio” non sembra rendere fedelmente il significato della parola “Service”, così come essa è usata nel Rotary. Tale termine potrebbe essere meglio interpretato con l’espressione: “RENDERSI UTILE”

• Per alcuni rotariani significa cuocere il pane in un forno per realizzare una vendita di beneficenza
• Per altri significa staccare un assegno ed acquistare un PC per una scuola della città
• Oppure passare molti fine settimana collaborando alla organizzazione e gestione della struttura distrettuale del RI
• Per altri significa ospitare uno studente in un programma di scambio giovani
• Per altri ancora significa andare nel Sahel a proprie spese per scavare un pozzo di acqua potabile
• Oppure piantare alberi in segno d’amicizia … come PH

Il Rotary può essere definito sinteticamente un’organizzazione di imprenditori, dirigenti e professionisti che:

– si dedicano ad attività umanitarie,
– lavorano perché tutte le professioni siano improntate ad alti principi etici
-cercano di costruire un mondo di amicizia (di tolleranza) e di pace.

I PRINCIPI GUIDA

Per oltre 100 anni, i nostri principi guida hanno costituito le fondamenta su cui poggiano i nostri valori e tradizioni. La Prova delle quattro domande, lo Scopo del Rotary e le Vie d’Azione esprimono il nostro impegno a favore di Servizio, Amicizia, Integrità e Leadership.

Lo Scopo del Rotary è incoraggiare e promuovere l’ideale di servizio come base delle iniziative benefiche e, in particolare:

I: sviluppo di rapporti interpersonali da intendere come opportunità di servizio;

II: elevati principi morali nello svolgimento delle attività professionali e nei rapporti di lavoro; il riconoscimento dell’importanza e del valore di tutte le attività utili; il significato dell’occupazione di ogni Rotariano come opportunità di essere al servizio della società;

III: applicazione dell’ideale rotariano in ambito personale, professionale e sociale;

IV: comprensione, buona volontà e pace tra i popoli mediante una rete internazionale di professionisti e imprenditori di entrambi i sessi, accomunati dall’ideale del servire.

Sempre attuale è la c.d. Prova delle quattro domande che costituisce un compasso morale apartitico che i Rotariani possono usare per i loro rapporti personali e professionali. La prova è stata tradotta in oltre 100 lingue:

Ciò che penso, dico o faccio

  1. Risponde a VERITÀ?
  2. È GIUSTO per tutti gli interessati?
  3. Promuoverà BUONA VOLONTÀ e MIGLIORI RAPPORTI DI AMICIZIA?
  4. Sarà VANTAGGIOSO per tutti gli interessati?

Noi provvediamo a concentrare i nostri sforzi a favore delle opere umanitarie e sociali a livello locale e all’estero attraverso le cinque Vie d’Azione, che sono alla base delle attività di club.

LE CINQUE VIE D’AZIONE

L’Azione interna è focalizzata sul rafforzamento dei club.

L’Azione professionale richiede ad ogni Rotariano di operare con integrità e mettere a disposizione la sua competenza per rispondere ai problemi e bisogni della società.

L’Azione di pubblico interesse incoraggia ogni Rotariano a trovare modi per migliorare la qualità della vita delle persone in seno alla comunità in cui vive e ad agire a beneficio del pubblico interesse.

L’Azione internazionale ingloba le azioni intraprese per allargare la portata delle attività umanitarie del Rotary e per promuovere la comprensione e la pace tra i popoli.

L’Azione giovanile riconosce l’importanza di dare voce ai giovani e giovani professionisti attraverso programmi di sviluppo delle doti di leadership come Rotaract, Interact, RYLA (Rotary Youth Leadership Awards) e Scambio giovani del Rotary.

Purtroppo il tempo e l’ora tarda non hanno permesso al socio Giancarlo di proseguire nel suo preziosissimo intervento che riprenderà appena possibile.
Per adesso a lui vanno il nostro più sentito ringraziamento e la stima che è dovuta ad un grande rotariano, colonna portante ed esempio del Club.

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