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La conviviale del 13 settembre ha visto il prezioso intervento dei rappresentanti della Associazione Artistica Culturale e Sportiva Dilettantistica Lyria, che da otto anni opera attivamente all’interno della Casa di Reclusione di Brescia – Verziano, offrendo alle detenute ed ai detenuti, momenti di svago, spunti di riflessione, elementi per la crescita interiore, tramite la danza e altre forme di arte.

La Presidente dell’Associazione, Sig.ra Monica Cinini, la direttrice artistica, sig.ra Giulia Gussago, ed il responsabile del progetto, Sig. Angelo Piovanelli, a margine della cena hanno esposto le finalità rieducative del loro intervento, le difficoltà operative che quotidianamente incontrano per agire all’interno di strutture così particolari, ma soprattutto hanno trasmesso la grinta, la tenacia e la determinazione che pongono nello svolgimento della loro opera, come una missione al servizio dei meno fortunati.

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Tanta capacità, si trasforma in energia e sentimenti positivi che le detenute ed i detenuti percepiscono e apprezzano, instaurando con gli operatori e tra di loro, “intense relazioni umane difficili da spiegare con le parole”, ha raccontato Giulia Gussago, evidenziando come gli incontri settimanali presso la palestra della struttura di reclusione, si svolgano alla compresenza di uomini e donne che mai si incontrano tra loro per l’intera durata della permanenza in carcere, così creandosi un punto di incontro tra tanti mondi: quello dei liberi e dei reclusi, quello maschile e quello femminile, indispensabile affinché la pena abbia la finalità rieducativa che la Costituzione italiana prescrive, affinché i detenuti possano recuperare fiducia in loro stessi e nella società e possano prepararsi al ritorno in libertà.

I “detenuti sono come bambini”, ha proseguito la relatrice, che dopo un primo momento di diffidenza, dopo aver capito che l’operatore volontario non li sta giudicando, si aprono e si affidano totalmente.

Il percorso, che dura un intero anno accademico, culmina con spettacoli rappresentati all’interno ed all’esterno del carcere con il coinvolgimento della cittadinanza.

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